Trieste 2040: un piano strategico per lo sviluppo

I numeri ci dicono che in 55 anni la popolazione di Trieste si è ridotta del 27%.

Prima di riflettere sulle cause e conseguenze di questo dato, è importante accettarne la gravità: senza guerre, disastri naturali o catastrofi ambientali, la città, in mezzo secolo, si è ridotta di più di un quarto. E quindi cosa fare? Il futuro di Trieste è veramente segnato dai trend demografici e dalle scelte fatte da politici senza visione, competenze e spesso scrupoli?

Trieste ha la possibilità oggi di ritornare a essere la città dinamica, ricca, giovane e internazionale che era ai tempi d’oro di metà Ottocento. Una strategia ambiziosa, assieme a una leadership capace e supportata dalla comunità di cittadini coinvolti negli sforzi e partecipi dei successi del rilancio della città, possono riportare Trieste ai vertici del commercio, della finanza, dell’innovazione e della cultura in Europa.

Ma cosa vuol dire, in pratica, strategia per una città? Come applicare un termine comunemente utilizzato nel mondo del business, in campo militare e sportivo a una città? È un’idea azzardata o c’è qualcuno che lo ha già fatto?

Molte fra le città più di successo hanno piani strategici di sviluppo economico di medio-lungo periodo che vengono preparati, aggiornati (ma non stravolti) dalle varie successive amministrazioni a prescindere dagli orientamenti politici delle stesse: Berlino, Seattle, Singapore, Londra, Copenaghen, Sydney, Barcellona, per nominarne solo alcune, hanno tutte preparato documenti ambiziosi dove vengono fissate le coordinate chiave per lo sviluppo economico e sociale per gli anni, spesso decenni futuri.

I benefici dello sviluppo di un piano strategico per una città nella situazione di stallo di Trieste sono sintetizzabili nei tre punti che seguono:

  1. La preparazione di un piano strategico obbliga gli amministratori della città a interrogarsi in modo analitico, professionale e scevro da considerazioni elettorali di breve periodo sugli obiettivi di lungo periodo a cui puntare e sulle azioni da perseguire e le risorse da reperire per raggiungerli;
  2. Una volta predisposto, il piano strategico permette ai vari attori pubblici e privati di operare in modo coordinato per raggiungere obiettivi chiari e condivisi;
  3. L’ultimo e altrettanto importante beneficio del piano strategico è che esso consente a potenziali investitori, imprenditori e studenti di visualizzare un futuro possibile di sviluppo economico della città in cui investire capitali e puntare le proprie scelte professionali.

Qualunque strategia deve partire da una visione: per Trieste potremmo semplicemente dire che la visione strategica della città è di ritornare a essere la Grande Trieste dell’Ottocento. Imprenditoriale, innovativa, aperta, dinamica, ricca e tra le più attraenti città dove vivere e fare business in Europa, capace di attirare capitali umani e finanziari da tutto il mondo.

Sono almeno quattro le strategie “core” per il rilancio della città, sintetizzabili in 4T:

  • Trade | Finanza e commercio che sono già nel DNA della città;
  • Transport | Sviluppo coordinato di porto, treni e aeroporto;
  • Tourism | Aumento attrattività e durata dei soggiorni da parte dei turisti;
  • Tech | Sviluppo di un link scienza-tech-business come volano per attrarre talenti.

Il caso del progetto di riqualificazione delle aree di Porto Vecchio [Cos’è Porto Vecchio ▶] è emblematico di quanto sia importante procedere utilizzando il paradigma metodologico descritto sopra.

Porto Vecchio non è solo un progetto di sviluppo immobiliare. È il progetto più strategico per la città di Trieste e per la regione Friuli Venezia Giulia della storia recente.

Nei 60 ettari situati nel waterfront nel centro di Trieste quello che verrà realizzato influenzerà il futuro della città per i prossimi decenni:

  • se verrà realizzato in modo professionale, usando processi trasparenti, attraendo capitali finanziariknow-how internazionali, il progetto avrà un impatto trasformativo per l’intera economia, cultura e demografia della città;
  • se invece verrà gestito come un normale progetto di lavori pubblici, senza seguire un adeguato e trasparente processo e utilizzare le professionalità necessarie per un progetto così importante e complesso, sarà l’ennesimo sperpero di soldi degli italiani, con zero impatto sulla città.